Money Management

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Piccoli Napoleone

Napoleone affermava che in battaglia, per trasformare una sconfitta in vittoria, bisognava perseverare senza dubbi. Con questa mentalità anche un'azione perdente risultava decisiva per il successo finale.

Questo metodo di agire non calza proprio a pennello nell’operatività di un trader, un atteggiamento simile oltre ad essere ad alto rischio è quasi sempre perdente.
Purtroppo (come tanti piccoli Napoleone), con una palese posizione in perdita ci lasciamo prendere da una reazione che inevitabilmente impedisce di ammettere l’errore, e procediamo a mediare (se ho acquistato le Tiscali a 40 Euro, adesso che valgono 4…) con l’intenzione di trasformare una sconfitta in una vittoria.

A fronte di qualche operazione che realmente diventerà proficua, la maggioranza delle volte si finisce per diventare dei cassettisti (coloro che non avendo il coraggio di uscire da una posizione perdente ripongono il proprio titolo nel cassetto… vedremo poi fra qualche mese… o anno!).

Il crack del 2000

Nel periodo successivo a Marzo 2000 (l’ormai famosa esplosione della bolla speculativa), in molti utilizzarono il metodo di mediare al ribasso (stesso discorso per gli investimenti in fondi comuni con il classico piano di accumulo).

A condire una situazione sofferente la negazione ad ammettere la sconfitta (sto soltanto perdendo quello che avevo guadagnato...) , ad effettuare manipolazioni con il patrimonio rimasto; anche la più scontata delle operazioni quale il passaggio da un operatività aggressiva (titoli o fondi comuni azionari) alla salvaguardia del capitale (titoli di stato e obbligazioni) è stata sottovalutata con giustificazioni del tipo: tanto peggio di così...

Portafogli vuoti...

Per alcune persone la ricerca di recuperare il capitale svanito, ha portato ad investire in strumenti ad alto rischio (derivati, covered warrant, etc…). Le stesse banche si sono attrezzate al meglio e termini come “effetto leva” sono diventati il nuovo obiettivo per coloro che hanno provato la gioia dei grandi rialzi di fine millennio.

Sicuramente avrete visto da vicino reazioni del tipo: le Seat così come le Alitalia me le tengo fino al fallimento. Classico esempio di sfida all’errore (come trasformare una somma di denaro in una questione di principio).

Gli osservatori attenti hanno notato e realizzato che, spesso in un investimento risultato perdente, non esiste una corretta gestione del portafoglio per la protezione del capitale. Argomento caposaldo del perfetto promotore finanziario, deve essere il cardine anche per il trader che gestisce il capitale in proprio (è chiaro come coloro che operano con strumenti derivati, consapevoli del rischio elevato, sono molto più sensibili al money management).

Difendersi

Il trader che principalmente investe in titoli azionari si assume un rischio elevato, per gestire al meglio la situazione è necessario il controllo delle proprie operazioni: un corretto money management.

A scanso di equivoci:

1) il rischio in Borsa, non è in relazione al numero di operazioni che si effettuano (perciò valutate il prezzo delle commissioni al momento opportuno e poi non pensateci più).

2) si può perdere del denaro solo per indecisione e non a causa di un’analisi sbagliata (ricordate che c'è sempre il tempo necessario, sia per acquistare che per vendere, non avere fretta).

3) è meglio avere ben chiaro il processo di trading che si intende realizzare, dallo studio del passato alla strategia di ingresso, dal controllo della posizione alla strategia di uscita (è il metodo migliore per non cambiare in corsa le regole che vi siete dati a mente fredda, e dunque nelle condizioni migliori per operare).

Il rischio

Rischio, rischio, rischio...
Difficilmente potete controllarlo (vi consiglio la lettura del libro “Anche i Nobel perdono” di Nicholas Dunbar), ma cercate di sfruttare le occasioni che si presenteranno; i promotori finanziari sono incredibilmente abili nell'utilizzare questo spauracchio (comunque Cirio, Parmalat, Giacomelli o la batosta delle obbligazioni Argentine sono serviti a qualcosa).

Per comprendere al meglio il problema della gestione del proprio denaro riflettete su un esempio che è l’essenza del money management ovvero: ieri è stata una giornata splendida +10%, il mio capitale di 10.000 € è cresciuto a 11.000 €. Oggi, al contrario è stato un disastro –10%, il mio capitale di 11.000 € è sceso a 9.900 € (Le commissioni non le ho inserite per semplificare l'esempio).

Guadagnare o perdere

Si osserva che a parità di prestazione (10% in positivo un giorno e 10% in negativo l’altro) il capitale diminuisce (9.900 € il risultato finale).Se si invertono le prestazioni (partiamo con un –10% e successivamente +10%), il capitale scenderà da 10.000 € a 9.000 € per poi crescere del 10% a 9.900 €, risultato finale identico in entrambi i casi.

Da entrambi gli esempi, quello che non quadra è il risultato finale: capitale diminuito nonostante la parità di performance nei due giorni di trading. Ne consegue che per recuperare una perdita del 10%, dobbiamo guadagnare 11,11%. Vi sembra normale?

Per recuperare una perdita del 30%, la prestazione richiesta è del 42,85%. Se siamo tra coloro che hanno subito la bolla speculativa dopo Marzo 2000 dobbiamo sperare in performance medie dal 400% al 900%.

Conclusioni


L’importanza del money management si identifica nei metodi che servono per la protezione del capitale nell’attività di trading.

Non si tratta di investire poco o di utilizzare rigidi stop, o almeno non solo. Comprendere al meglio lo sforzo che occorre per recuperare il capitale in caso di perdita è il passo principale per proteggere i vostri soldi.

Il professionista del trading sa che l’inattività è onerosa, è dunque un pregio saper attendere il momento opportuno per investire?

Guardate le performance che dovete fare per recuperare una perdita e rendetevi conto quanto è meglio aspettare il momento opportuno, senza anticipare la tendenza o il rimbalzo di un titolo, senza rammarico per aver venduto troppo presto, o di aver comprato troppo tardi.
Vi ricordo che non è importante proteggere il capitale con metodi di gestione dei propri trade, è semplicemente necessario. Obbligatorio. Rifletteteci su.

Luca Mantoan

 

Ultimo aggiornamento ( Sabato 27 Giugno 2009 06:13 )