Sanremo, Fastweb e Port au Prince

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Sanremo vive il suo momento di celebrità con il festival della canzone che tenta invano di produrre sorprese. Ricordiamo infatti le comparsate di “cavallo pazzo”...

...le imprese di Superpippo Baudo (http://www.youtube.com/watch?v=3Cxan5XZ9_c), le tette al vento davanti a Bonolis e una serie di ospiti che servono a scuotere l'apatia delle serate (http://www.youtube.com/watch?v=iDsX9XFI9LI).

Quest'anno, per la serie “ognuno deve seguire un copione” abbiamo visto gli orchestrali che protestano (http://www.youtube.com/watch?v=xYZGE26ZR_c) ma si trattava semplicemente del colpo di teatro finale. L' ideale per i servizi al telegiornale del giorno dopo e per le polemiche sulle quali campano trasmissioni stile “Striscia la notizia”.

Sarà per il modo di ragionare imposto dai teleincantatori, per il gusto di andar sempre controcorrente, arrivo a ragionamenti talmente grotteschi quanto probabili.

La competizione canora, la truffa architettata dai protagonisti di Fastweb/Telecom Italia Sparkle, il terremoto di Haiti e la tesi da complottista: televoto al festival, giravolte di carattere fiscale in per evitare le imposte e infine le classiche telefonate di donazione.

Soldi che spendiamo per aiutare il prossimo, con un sistema che probabilmente è una bufala, con aziende di emergente disonestà. Purtroppo abbiamo puntato sulla solidarietà senza il minimo sforzo, neanche quello di controllare che i soldi versati servano realmente a qualcosa.

Ma chi guadagna realmente da questo carosello? Haiti ormai è circondata da portaerei e corazzate made in Usa e dunque vi levo il dubbio da subito. Non sono i terremotati di Port au prince.