Il nemico
Lo spettro del fallimento si aggira quando operiamo e può diventare un incubo o un piacevole sentimento di confronto.
Battere il mercato oppure perdere contro un esercito di supermanager con una corazza di esperienze lavorative in ambito finanziario da invidia ed un portafoglio da gestire enorme.
Dall'altra parte del monitor c'é il meglio della finanza operativa, me li immagino (e li vedo... in TV!) seduti con telefoni, pc, schermi piatti ovunque ed in attesa di mordere il mercato. Non è agevole la battaglia ed ogni mossa avventata sarà un'occasione per farmi a pezzi.
Come la roulette?
Vi invito a pensare al giorno in cui avete messo piede in un casinò (sembra essere un pre-requisito del trader, ma ora va di moda il poker online... sarà il gusto della sfida?).
Tutti sanno che:
Il casinò gioca con le probabilità a proprio favore e facilmente si perde.
Dunque uscendo perdenti vi siete considerati dei falliti? Certo che no, una serata diversa dal solito!
Bene, torniamo alla Borsa, non trovate analogie con quanto scritto sopra?
Nel mercato qualcuno opera con le probabilità di successo superiori alle mie e entrare in posizione significa rischiare il proprio capitale.
L'unica differenza consiste nell'atteggiamento in caso di minusvalenza.
Andiamo a vedere perchè...
Non è un gioco
L'autostima su quello che facciamo è importante, non lo abbiamo fatto per gioco, non lo abbiamo fatto per passare una serata, l'analisi del grafico è stato l'impulso decisivo ed ora non sopportiamo vedere il titolo che prende l'altra direzione.
Lo spettro del fallimento si aggira come un avvoltoio sulle prede in sofferenza... e dai forza! Ammettiamo che ci si può sbagliare, mettiamo dei paletti alle uscite come al casinò.
L'esercito di supermanager dall'altra parte del monitor non si cura di noi
Io proverei ad avanzare nella stessa direzione, e voi?
Luca Mantoan



